Coronavirus e Sistema Immunitario Protocolli Naturali

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Photo by Anna Tukhfatullina Food Photographer/Stylist on Pexels.com

 

Il mondo naturopatico chiaramente si propone di affrontare il coronavirus in maniera differente. I protocolli sono vari e fondati soprattutto sulla fortificazione del sistema immunitario che risulta il target primario dell’attacco virale, attivazione dei linfociti T, storm delle cytokine, TNFa ed interleukine, attivazione dei macrofagi e di tutta la serie bianca del sistema immune cellulare, mentre gli anticorpi subentrano in una fase secondaria e sono il prodotto dei linfociti B.

I piu’ propogono  dosi elevate di vitamina C anche intravenosa o miscele di questa ed erbe adatte a supportare il sistema immunitario, tra le piu’ suggerite, l’Astragalo e l’Echinacea ed Eleuterococco, gia’ componenti di molti multivitaminici, e varie altre erbe; altri componenti che supportano il sistema immunitario sono l’ allicina dell’aglio e le foglie di olivo, integratori a base di funghi tipo Reishi, Maitake, Shiitake, ampiamente suggeriti anche come adiuvanti per le terapie contro il cancro, o terapie basate su colostro ed immunoglobuline, specie per tutti quelli con immunodeficienze ma anche con malattie autoimmuni che depletano il sistema immunitario per il costante attacco  del sistema contro l’organismo stesso,  il Dr. Tom O’Brian, naturopata famoso ed abbastanza seguito in USA, per esempio, produce una gamma di prodotti del genere.

Altre vitamine suggerite per supportare il sistema immunitario sono la vitamina D e la vitamina A anche a dosi piuttosto elevate. In USA normalmente ci sono complessi D di 5000 IU e molti le usano giornaliere, altri invece raccomandano tra le 1000-2000 IU al giorno, per la A anche 10.000 IU al giorno( consultare gli appositi RDA per le dose giornaliere in Italia).

Entrambe queste vitamine liposolubili possono casusare danni al fegato se a dosi elevate ed intossicazioni, certamente bisogna raggiungere valori estremi; per chi puo’ testare questa e’ la cosa migliore, in questo periodo  forse meglio evitare, quindi io suggerirei dosi moderate cosi ‘come ho sempre considerato per me stessa .

Circa la vitamina D, dati recenti appresi dallo stesso Dr.O’Brian, sono abbastanza confortanti da una prospettiva eventualmente preventiva, di sicuro in Italia  si e’ gia’ al corrente.

Da un articolo del “British Journal” e’ venuto fuori  dagli stessi ricercatori italiani che la maggior percentuale di italiani del nord abbia basse dosi di vitamina D e cosi’ in genere la maggior parte degli italiani compresi quelli che vivono al sud dove c’e’ piu’ sole. Un paradosso con le popolazioni scandinavie che nonostante vivono ancora piu’ a nord non hanno livelli cosi bassi; questo pare sia dovuto al fatto che i cibi in Italia non sono fortificati con vitamina D, mentre in altri paesei europei lo sono.

La vitamina D da tempo e’ menzionata  per la sua importanza nell’ambito del sistema immunitario e per altre benefiche proprieta’, puo’ intossicare il fegato a dosi elevate, ma a dosi regolari e’ perfettamente tollerata; inoltre sembra avere anche una positiva attivita’ sulle “thight junctions” che sono i punti di giunzione delle pareti intestinali contribuendo quindi al riparo di intestini permeabili e quindi di “leaky gut”, una delle maggiori cause delle patologie moderne e disfunzioni intestinali ecco perche’ vengono anche suggeriti complessi  che supportano la funzionalita’ gastro-intestinale generalmente a base di glutammina, zinco carnosina e licorice deglicerinizzata, o DGL, liquirizia che viene deprivata della parte che aumenta la pressione sanguigna, altri componenti sono presenti.

Chiaramente non mancano i probiotici, principali protagonisti della salute e bilancio del del microbiota e quindi dell’intestino e di tutto l’organismo, tra alcuni piu’ specifici per combattere le infezioni virali a Lactobacillus Plantarum-20 (Dr. M.Murray)che sembra esplicare attivita’ modulatoria sulle natural killer cells e linfociti T-1 che sono parte dei linfociti helper che collaborano all’attacco iniziale contro gli invasori.

Altro da menzionare il Saccaromyces  Boulardii, (Dr. Izabella Wentz, naturopata e specialista della tiroide), un lievito che normalmente viene prescritto per la malattia di Hashimoto’s capace di distruggere i vari “bad microbes” che possono attechire l’intestino di persone con problemi autoimmuni in quanto affetti da problemi intestinali e disbiosi e che sembra indurre la produzione di immunoglobuline A, i principali anticorpi di difesa di tutte le mucose protettive, questa naturopata suggerisce anche lo zinco solfato come tipo di zinco.

L’ N-acethyl cysteina, o NAC, componente  sulfurico presente nei cruciferi,  verdure come broccoli e verzo per lo piu’, e’ anche abbastanza menzionata sempre a certe dosi sufficienti per generare glutatione, la principale molecola antiossidante dell’organismo e potente antivirale, il selenio e’ anche importante per la produzione di glutatione e per il supporto immunitario come stimolante delle cellule bianche. NAC inoltre viene usata per disintossicazioni da acetaminofene corrispondente alla molecola di paracetamolo e come anti-mucolitico, quindi ecco perche’ in questi casi per cercare di contrastare la produzione di muco supportando la funzione respiratoria.

Un recente articolo del Dr. Michael Murray, altro famoso ed apprezzato naturopata in USA analizza vari punti chiave in risposta a domande varie relative alla virulenza del virus e fattori che possono contrastarlo. Una sua osservazione riguarda i recettori di entrata del virus e le possibili terapie di contrasto. Il virus come ben risaputo  contiene proteine di superficie che si legano ai recettori per l’enzima che converte l’angiotesina, ACE2, e che sono i recettori a cui si legano alcuni farmaci anti-ipertensivi, gli ACE inibitori.

Una delle ipotesi e’ stata quindi che tutti quelli che prendono gli inibitori dell’ACE2 sarebbero parzilamente protetti dal virus, ma anche a tale riguardo ci sono i vari punti di vista ed osservazioni, questo dottore per esempio crede che questi farmaci invece attivano i recettori ACE2 incrementandone il  numero per cui ci sarebbero piu’ vie di entrata.

Diversi articoli tratti da istituzioni nazionali del governo in USA come la NIH testimoniano la prima ipotesi e segnalano di studi attuali su volontari positivi al virus a cui vengono somministrati farmaci ACE-inibitori. Questi recettori inoltre si trovano non solo sui vasi sanguigni ma lungo tutto il tratto respiratorio e polmoni ed anche lungo il tratto gastrointestinale, ecco il perche’ delle varie vie di entrata del virus.

Altro fattore importante e’la carica virale come del resto accade per tutte le infezioni, piu contatti avvengono col virus piu sono le probabilita’ di ammalarsi ecco perche’ l’isolamento e la distanza sociale sono stati e sono necessari. Il virus in aggiunta usa proteasi della cellula ospite per degradare le proteine delle membrane  virali e della cellula ospite per fonderle insieme e formare un ponte che gli consente di entrare nelle cellule( Dr. M. Murray) unitamente alle proprie neuroaminidasi (N)ed emoagglutinine (H), enzimi virali che degradano i componenti delle membrane cellulari e che aggregano i gobuli rossi.

Droghe antivirali che sono inibitori di queste proteasi si stanno mostrando promettenti contro il coronanvirus, SARS-CoV-2 bloccando l’entrata del virus nelle cellule, supplementi che contegono proteasi, enzimi digestivi delle proteine come “serratia mucolitica peptidase”, (Dr. M.Murray) per esempio, o bromelina, e proteasi dei funghi, esplicano un significante beneficio nelle vie alte respiratorie migliorando la composizione dello strato protettivo mucoso, in aggiunta  possono anche degradare le proteine virali lungo il tratto intestinale.

Le droga antimalarica cloroquinina selezionata in USA come possible trattamento funziona come zinco ionoforo, uno ionoforo e’ una speciale membrana cellulare che permette l’entrata di ioni nella cellula. Nello stato ionico lo zinco e’ noto come inibitore della replicasi virale, cio’ non significa che lo zinco come supplemento puo’ bloccare la replicazione del virus, ma che il livello dello zinco ionico deve aumentare al’interno delle cellule e questo puo’ avvenire grazie alla azione coadiuvante di polifenoli e flavonoidi, pigmenti naturali presenti in frutta e verdure,  i polifenoli in aggiunta sono componenti dell’olio di oliva e del cioccolato fondente;  la quercitina, e invece’ un potente flavonoide ma non e ‘ben assorbita, ecco perche’ in USA alcune compagnie come quella di questo naturopata usano delle formule che aumentano l’assorbimento dette phytosome, come zinco ionoforo la quercitina puo’ svolgere la stessa funzione della cloroquinina e senza effetti collaterali, altro ionoforo pare essere l’EGCG, elemento presente nel green tea.(Dr. M. Murray)

Questo e’ quanto i naturopati dichiarano, chiaramente bisogna avere fede in questa scienza e questi suggerimenti per molti possono valere in misura preventiva, o coadiuvante, e’ chiaro che nei momenti critici bisogna sempre ricorrere ai propri medici e nei casi piu’ drastici consultare gli appositi numeri di emergenza.

Ci sono stati di recente dibattiti circa l’Eldeberry,  o Sambucus Nigra, pare sia emerso da un vecchio articolo che questa potesse generare uno storm, o tempesta di citokine.

Per il Dr. Peter D’Adamo e la Dr. Suzy Cohen, anche essa famosa, naturopata e farmacista, l’eldeberry agisce da inibitore delle neuroaminidasi (N), ed emoagglutinine(H), la ragione per cui sta avendo successo contro le influenze da tempo, oltre questa attivita’ l’eldeberry regola anche la produzione di alcune citokine, interleuckine e TNFa che sono definite come pro-infiammatori, quindi ecco il  perche’ delle controversie, solo che i naturopati fanno osservare che l’infiammazione e’un processo necessario quando contenuto per rispondere ad ogni tipo di attacco dall’esterno; in conclusione, l’eldeberry per il mondo naturopatico sicuramente supporta le difese del sistema immunitario contro il virus.

Tipiche tips suggerite dalla maggiore dei naturopati sono: riposo, consistenti ore di sonno, idratazione, dieta organica a base di verdure e frutta e spezie naturali, la “rainbow diet”, con tutti i colori dell’arcobaleno, rilievo dello stress con meditazione, preghiera, attivita fisica, musica, cucina, coltivazione di un arte, etc.,qualsiasi pratica preferita che aiuta a distrasi ed a distaccarsi da questa realta’ assurda e catastrofica.

La speranza e’ che  questi elementi naturali possano veramente esplicare una azione valida e sufficiente a contrastare l’attacco di questo virus o almeno a ridurne le sintomatologie, complicazioni e pericolosita’ fino a quando qualcosa di concreto possa venire fuori o la virulenza stessa decadere o magari  che il virus subisca una mutazione che lo renda meno fatale cosi come e’ successo in passato con altri virus.

Auguriamoci il meglio!

Grazie ancora per la lettura.

Mariarosaria M.

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